
La Confcommercio ha calcolato che nel 2009 la spesa complessiva per la politica è di 9,1 miliardi di euro, spese pari a 367 euro per famiglia, 152 euro a persona. Calcolando la vita media che va dai 0 a 80 anni, ognuno di noi nella vita, paga 12 mila euro per finanziare le seguenti voci: elezioni, senatori, deputati, consiglieri regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali, staff, uffici, consulenze, spese di cancelleria e quant’altro. Sintesi, calcolando in soldoni sono: 9 miliardi di euro di fabbisogno, più di un milione di euro l’ora, per mantenere la politica!
Il direttore dell’ufficio Studi, poi, cita un editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera «Ora la dieta per la grassa politica» che ha pure riportato nella sua ricerca.
In sintesi dice: “I costi documentati sono solo la punta dell’iceberg. Perché la politica è una giungla complessa da districare. Non è solo questione di auto blu e stipendi super. Anche la Uil, che ha condotto uno studio analogo, ha concluso che ogni anno la politica viene a costare addirittura 23 miliardi di euro, se si considerano pure le pensioni, i vitalizi, le risorse utilizzate per il funzionamento di Palazzo Chigi, dei ministeri, della Corte costituzionale, del Cnel, della Corte dei Conti… “.
E per ridurre i costi di un terzo? “Bisogna far ripartire i consumi e smettere di aumentare le tasse — continua il direttore dell’ufficio Studi —. Così vi dico che dalla nostra ricerca sarebbe possibile anche ricavare delle buone ricette per l’economia. Ne dico una: applicando ai circa 154 mila rappresentanti politici dei vari organi collegiali elettivi nazionali e locali l’ipotesi, più volte ventilata, della riduzione di poco più di un terzo, il 36,5 per cento, si avrebbe un risparmio di spesa di oltre 3,3 miliardi all’anno, considerando inclusi nel taglio non solo i politici ma anche il personale dei relativi palazzi. Volendo, invece, preservare il posto di lavoro ai dipendenti, il risparmio sarebbe di 1,8 miliardi, che rispetto ai 9 spesi ogni anno rappresentano comunque un bel gruzzolo”.