In una recente intervista fatta dal quotidiano Resto del Carlino Reggio, si è
parlato della prostituzione sulla via Emilia, in particolar modo a Pieve
Modolena.
La cosa si sa è molto nota sulle cronache locali,
nell'intervista sono state fatte alcune domande a riguardo.
D. Come mai la
situazione della cittadinanza è in
continua lamentela, visto il proliferare
delle prostitute in strada?
R. Questo fenomeno purtroppo è una situazione difficile da arginare, perché
non è vietata dalla legge, e la legge italiana non prevede nessuna sanzione
penale per chi esercita la prostituzione in strada, l’importanza principale è
la prevenzione.
D. In che modo si fa la prevenzione?
R. Possibilmente con
la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e farle allontanare il più
possibile, e fare in modo di disincentivare i clienti, questo sarebbe una
prevenzione che provoca effetto a questo problema.
D. A Pieve Modolena è stata fatta un ordinanza antiprostituzione,
ma tale ordinanza emanata dal sindaco Vecchi non ha avuto effetti, poi sono
state fatte 12 multe in due mesi, cioè dal 04/07/2016 al 01/09/2016, no le
sembrano un po’ poche rispetto alla quantità di offerta e domanda?
R. L’ordinanza si sa,
è un deterrente, ma c’è poco da fare.
D. Perché?
R. Si tratta di donne straniere, magari non regolari e non
residenti sul territorio, in sintesi anche se si danno le multe non le
pagano. Invece fare le multe ai clienti
sono più efficaci, nel senso che la maggior parte sono italiani e facilmente
individuabili.
Infine una domanda molto interessante.
D. Che cosa si può
fare di più?
R. Per fare qualcosa deve intervenire il legislatore. Se non
viene modificata questa legge sulla prostituzione in strada, provvedendo il
divieto assoluto dell’esercizio dell’attività, quello che ci è consentito di
fare è questo.
Conclusioni: allora c’è da pensare veramente che ci vorrebbe un
buon stinco di santo di un legislatore che, finalmente faccia una legge che
vieta la prostituzione in strada, il questore ha ragione.